Ci difendiamo isolandoci: il tratto schizoide secondo la Bioenergetica

16/08/2025

Autore: DOTT.SSA GIORGIA MARCHESI



Viviamo un tempo che, forse più di altri, sembra coltivare una sottile ma diffusa sensazione di estraneità. Molti di noi, pur immersi in vite apparentemente "normali", possono avvertire una distanza dal mondo, dagli altri e, a volte, persino da una parte di sé.

La bioenergetica, sviluppata da Alexander Lowen, getta luce su una di queste dinamiche profonde, descrivendo i cosiddetti "tratti caratteriali schizoidi". Parliamodi una tendenza della persona a ritirarsi dalla pienezza della realtà, vivendo una sorta di frattura nell'unità della personalità, un conflitto profondo tra la mente (l'Io) e il corpo.

Cosa significa sperimentare tratti schizoidi?

Il termine "schizoide" richiama l'idea di una "scissione". In questo contesto, la frattura principale avviene tra il pensiero e il sentire corporeo. Chi manifesta questi tratti tende a rifugiarsi prevalentemente nella propria mente, prendendo le distanze dalle sensazioni, dalle emozioni e dalla vitalità che il corpo esprime.

Questo meccanismo, che spesso nasce come una difesa estrema di fronte a un ambiente infantile percepito come ostile o spaventoso, può portare a una serie di espressioni caratteristiche nel modo di essere e di vivere.

Come si manifestano i tratti schizoidi?

Queste dinamiche si rivelano sia a livello psicologico che fisico, perché la nostra mente e il nostro corpo sono un tutt'uno indivisibile.

Dal punto di vista psicologico, può emergere una marcata inclinazione all'isolamento e una certa fatica nelle relazioni intime, spesso accompagnate da timidezza e da un senso di non valere abbastanza.

Anche se c'è un desiderio di contatto, la paura può farsi sentire forte. Si osserva frequentemente una vita interiore molto ricca, popolata di fantasie e ragionamenti complessi, che però fatica a tradursi in azioni concrete o in legami reali con il mondo esterno. Può manifestarsi una difficoltà a sentire o esprimere pienamente le emozioni, specialmente il piacere, oppure, al contrario, possono verificarsi esplosioni emotive improvvise e intense, come scatti di rabbia.

Non è raro un senso di confusione profonda su chi si è veramente e cosa si desidera, insieme a una sensazione di vuoto o di irrealtà, quasi come se non si avesse il diritto di esistere. Si può vivere un paradosso: la paura di rimanere soli, dovuta a un'identità fragile, si scontra con la difficoltà di stare con gli altri, la cui presenza può essere avvertita come invadente o minacciosa. Per mantenere una parvenza di normalità, a volte si ricorre a "pseudocontatti", usando le parole o recitando un ruolo, invece di un autentico coinvolgimento del cuore.

A livello fisico e corporeo, il corpo stesso può essere percepito come qualcosa di distante, teso, rigido, quasi "congelato" o poco presente. Si nota una generale mancanza di vivacità e spontaneità nei movimenti. Lo sguardo può apparire vago, perso nel vuoto, o tradire un terrore trattenuto a stento. Il viso può sembrare una maschera, a volte quasi spento anche dietro un sorriso di circostanza.

Si riscontrano tensioni muscolari croniche e specifiche, in particolare nella zona del collo e alla base del cranio – che quasi interrompono il flusso di energia tra la testa e il resto del corpo – nelle spalle, spesso sollevate e contratte, e nella mascella, che rivela una difficoltà a "mordere la vita".

La respirazione è frequentemente inibita, superficiale, specialmente nell'inspirazione, come un tentativo inconscio di "farsi piccoli", di non richiamare l'attenzione su una presenza fisica vissuta come imbarazzante o minacciata. Il torace può apparire stretto e contratto. L'energia vitale nelle parti periferiche del corpo tende a essere scarsa, con mani e piedi spesso freddi e una pelle talvolta pallida.

I movimenti possono apparire un po' goffi o meccanici.

Le radici profonde di questa scissione

La dinamica che porta a sviluppare tratti schizoidi affonda le sue radici nelle primissime esperienze di vita, a volte persino nel periodo prenatale. La causa fondamentale è spesso un terrore profondo e paralizzante, una paura "senza nome né forma" di fronte a una minaccia percepita come esistenziale.

Questa può originare da un ambiente materno (o della figura di accudimento primaria) vissuto come ostile o rifiutante, dove un'eventuale avversione inconscia, profonda e persistente, viene percepita dal neonato come una minaccia diretta alla sua sopravvivenza e al suo diritto al piacere.

Anche la mancanza di un contatto fisico intimo, caldo, amorevole e rassicurante gioca un ruolo cruciale, così come esperienze traumatiche precoci, inclusa l'esposizione a un ambiente familiare stressante, manipolatorio, dove il bambino si sente usato o non protetto. Se i bisogni fondamentali del bambino non vengono accolti incondizionatamente e l'amore genitoriale appare condizionato al suo comportamento, o se il bambino è impossibilitato a esprimere emozioni naturali come rabbia e tristezza di fronte alle frustrazioni, reprimendole, la scissione si intensifica.

Di fronte a un terrore così soverchiante, il bambino, non potendo né fuggire né combattere, si "divide": la mente si distacca dal corpo per non sentire. È un meccanismo di sopravvivenza estremo, un modo per proteggersi da un dolore altrimenti intollerabile.

La via della guarigione attraverso la Bioenergetica

La terapia bioenergetica offre un percorso concreto per ricucire questa scissione, partendo dal presupposto fondamentale che mente e corpo sono un'unità funzionale e inseparabile. L'obiettivo non è solo comprendere intellettualmente l'origine del disagio, ma sentirlo e trasformarlo nel corpo.

Il primo passo è portare consapevolezza al corpo, aiutando la persona a riconoscere e sentire le tensioni muscolari croniche, spesso così abituali da essere ignorate. Esercizi e posture specifiche, come quelli proposti nelle Classi di bioenergetica  e Mindfulness che si tengono a Modena ogni giovedì ore 20,00, permettono di "sentire" questi blocchi energetici e fisici.

Lavorare sulla respirazione è un altro aspetto cruciale: approfondire il respiro aiuta ad aumentare l'energia vitale, a sciogliere le tensioni e a permettere ai sentimenti repressi di emergere gradualmente in superficie. In un ambiente sicuro e supportivo, si incoraggia a dare voce ai sentimenti repressi, come la rabbia, la paura e la tristezza. Questo avviene attraverso suoni, movimenti espressivi – come colpire cuscini, calciare – e parole, permettendo una liberazione catartica.

Un elemento"messa a terra", ovvero il radicamento nella realtà. Esercizi specifici aiutano a sentire il contatto dei piedi con il suolo, a "radicarsi" nel proprio corpo e nella realtà presente, aumentando il senso di sicurezza e la fiducia in sé stessi. Parallelamente, si lavora per sciogliere la rigiditàfisico ed emotivo


Il percorso per integrare  un senso di interezza è un cammino di crescita che richiede coraggio, pazienza e impegno, ma porta a poter finalmente abitare pienamente il proprio corpo, sentire la propria vitalità e rivendicare il proprio posto nel mondo, non più come osservatori distaccati, ma come partecipanti pieni e vibranti della vita.


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La Dott.ssa Giorgia Marchesi è una professionista nel campo del benessere olistico, della crescita personale e spirituale. Conduttrice di classi di bioenergetica, insegnante di meditazione e mindfulness, counselor somatico e bioenergetico, costellatrice familiare e spirituale, e guaritrice spirituale, Giorgia ti accompagna con sensibilità e competenza in un percorso di profonda trasformazione e riscoperta di te stessa.

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